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Nell’ambito dell’Enterprise Architecture (EA), esperti e organizzazioni hanno ultimamente sviluppato un certo numero di Framework, con lo scopo di facilitare l’avvio di progetti EA e di fornire uno schema generale e stabilizzato per l’impostazione dei relativi modelli.
Ognuno di questi Framework è stato costruito a partire dalla necessità di modellare un determinato dominio, più o meno complesso. Questo ha comportato l'emergere di alcune limitazioni dei Framework oggi disponibili, seppur ineccepibili dal punto di vista qualitativo. Questi si sono rivelati essere:
- in un caso sono troppo generali – sono cioè principalmente delle griglie di classificazione e non forniscono specifici strumenti analitici per la descrizione dei problemi (es: Zachman);
- in un altro, sono fondamentalmente delle linee guida; indicano cioè in modo dettagliato ed esaustivo il processo di raggiungimento dell’ EA aziendale (es: Togaf) ma necessitano poi di essere integrati con Framework più orientati allo specifico dominio;
- in un terzo, sono molto specialistici – forniscono potenti schemi di intervento (formalizzati dal loro meta-meta modello interno UML2); sono molto complessi (perché esaustivi del dominio) e risultano utilizzabili, se presi nel loro insieme, solo in specifiche circostanze (es: Modaf).
Il problema che si pone è dunque quello di cercare di adottare un mix di componenti parziali, provenienti da diversi Framework, in grado di adattarsi alla specifica situazione che si sta esaminando. Si dovrà provvedere a distillare da ciascun Framework, preso come base, quelle parti che risultino utili per descrivere il dominio considerato nel grado di dettaglio desiderato.
Questa integrazione fra componenti di Framework diversi è molto efficace, ma critica da realizzare. Bisogna porre molta attenzione a verificare che la semantica dei componenti distillati da ciascun Framework sia congrua con quella di tutti gli altri.
Una volta definiti i riferimenti standard per la realizzazione del proprio progetto, gli architetti del Team di EA provvedono a effettuare l’aggiustamento dello standard adattandolo alla realtà specifica del progetto.
Ciò può comportare rimozioni di elementi ridondanti dallo standard così come aggiunte di specificità che lo standard, naturalmente, non può contemplare. Questa operazione progettuale conduce alla realizzazione del metamodello di riferimento dell’Enterprise Architecture aziendale.
Per quanto attiene ai Framework da utilizzare, riteniamo che questi vadano definiti in base al progetto e discussi col cliente. Ad esempio, oggi il nostro approccio si ispira a FEAF – Federal Enterprise Architecture Framework del Governo Federale Americano, in particolare per la PA, e a MoDAF - Ministry of Defence Architecture Framework, emesso dal Ministro della Difesa Britannico.
FEAF nasce poco prima del 2000 e risponde specificatamente ai bisogni di una Pubblica Amministrazione complessa e distribuita. E’ orientato a costruire modelli EA per organizzazioni suddivise in Agenzie che richiedono il coordinamento da parte di un organo centrale (segmenti federati e coordinati).
Il Framework è anche piuttosto semplice da “ritagliare” nelle dimensioni volute ed è ben documentato. Oltre a tutto ciò, implementa un concetto piuttosto interessante di misura delle performance all’interno del modello.

Modaf è un Framework orientato alla descrizione di architetture di notevole complessità come per esempio quelle militari. Copre “tutti” gli aspetti nei quali si può articolare un progetto EA di ampie dimensioni. La sua adozione non ragionata, nella maggior parte dei casi, non è efficace perché conduce a modelli di eccessiva complessità e dimensione, in rapporto al dominio da modellare. E' pertanto di fondamentale importanza tararlo sul progetto specifico.

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